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  • Messaggio per il Natale 2019 dell'Assistente Ecclesiastico

    Carissimi Confratelli e Consorelle delle Confraternite delle Diocesi d’Italia, Nella nostra società delle ”passioni tristi” che ha paura del futuro , anche per chi continua ad allestire il presepe e ad addobbare l’albero di Natale, simbolo dell’albero della vita, c’è il rischio dell'abitudine che considera il Natale come una festa tradizionale, ma che dimentica il festeggiato. La Lettera Apostolica di Papa Francesco Admirabile signum sul significato e il valore del presepe, insieme ad un profondo messaggio teologico e antropologico, contiene delle indicazioni per la vita quotidiana, che aiutano a mettere al centro Gesù Cristo e a sperare in una novità che continuamente dà significato alla nostra esistenza. Il Natale non è un evento del passato, ma è un “mistero” che si è reso presente nella storia e che continua. E' l’annunzio della nascita di un uomo nuovo, che è venuto a ricostruire un mondo nuovo, dove c’è spazio per tutto ciò che è autenticamente umano, per la santità quotidiana che ci dà la gioia di fare in modo straordinario le cose di tutti i giorni. Il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio ci dice che la nostra vita è inserita in quella di Dio e ci aiuta a fare memoria della tenerezza e della grandezza dell’amore di Gesù, che ci ama fino a unirsi a noi, perché anche noi possiamo unirci a Lui. Dio non permane relegato tra le nuvole, ma si presenta con il volto di un bambino che dorme e mangia, piange e sorride e tende le sue manine verso ciascuno di noi per farsi accogliere tra le nostre braccia. Gesù bambino ci porta il sorriso di Dio, venuto a partecipare alle nostre piccole gioie ad asciugare le nostre lacrime. Quel sorriso è la più grande energia per ricominciare a costruire una società a misura d’uomo conforme al disegno di Dio. In Gesù, il Padre ci ha donato suo Figlio che ci libera e risolleva dal peccato, il Fratello maggiore, che a differenza di quello descritto nella famosa parabola di S. Luca, viene a cercarci quando ci siamo allontanati da casa e partecipa alla gioia del Padre, l’Amico fedele che ci sta sempre vicino e vuole che la nostra gioia sia piena. Dal mistero del Natale siamo invitati a coinvolgerci nella storia della salvezza, a sentirci contemporanei di Gesù Cristo, che è vivo e presente in questo terzo millennio dopo la sua nascita, a seguirlo, sulla via dell’umiltà, della mitezza, della povertà, che dalla mangiatoia di Betlemme conduce alla Croce del Golgota. Ognuno di noi, dopo aver sperimentato la gioia dell' incontro con Gesù , per rendere credibile il mistero del Natale, è chiamato ad annunciare a tutti questa "Bella Notizia", testimoniando il suo amore con concrete azioni di misericordia a servizio dei fratelli e delle sorelle più bisognosi . Noi cristiani dobbiamo sentirci sfidati da quanto ha scritto Gandhi: “Quando sento cantare ‘gloria a Dio e pace in terra agli uomini di buona volontà’ mi chiedo oggi come sia resa gloria a Dio e dove ci sia pace sulla terra. Finché la pace sarà una fame insaziata, finché noi non saremo riusciti a rinascere come uomini illuminati dallo Spirito, a instaurare con le persone rapporti autentici di comunione da cui siano estranei i sorrisi forzati, l'invidia, la gelosia, la falsa cortesia, la diplomazia, finché non avremo come senso della vita la ricerca della verità su noi stessi, del giusto, del bello, finché non saremo capaci di spogliarci di ciò che non è autentico, di ciò che abbiamo di troppo a scapito di coloro che non hanno niente, finché continueremo a calpestare i nostri sogni più belli e più profondi, il Cristo non sarà mai nato. Non si dovrebbe celebrare la nascita di Cristo una volta l’anno ma ogni giorno, perché Egli rivive in ognuno di noi. Gesù è nato e vissuto invano se non abbiamo imparato da lui a regolare la nostra vita sulla legge eterna dell'amore pieno. Quando la pace autentica si sarà affermata, quando avremo sradicato la violenza dalla nostra civiltà, solo allora noi diremo che ‘Cristo è nato in mezzo a noi’. Allora non penseremo tanto a un giorno che è un anniversario, ma a un evento che può realizzarsi in tutta la nostra vita. Se dunque si augura un ‘Buon Natale’ senza dare un senso profondo a questa frase, tale augurio resta una semplice formula vuota”. Il Natale ci da la certezza e la gioia che Dio è con noi come nostro compagno di viaggio e noi siamo con Lui, tutti figli dello stesso Padre e fratelli fra di noi , perché fratelli di quel Bambino Figlio di Dio e della Vergine Maria, che è fondamento della fraternità che sperimentiamo nelle nostre Confraternite. Auguro che la celebrazione del Natale del nostro Redentore riempia di gioia e di luce il cuore di ognuno e su di Voi e su tutti i membri delle Confraternite e delle loro famiglie imploro le più copiose grazie e benedizioni. Monreale 8 dicembre 2019 + Michele Pennisi Arcivescovo di Monreale Assistente della Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d’Italia

  • Incontro a Monreale dei membri del Consiglio Nazionale

    Il 14 Dicembre i membri del Consiglio Nazionale, del Collegio dei revisori dei conti dei Coordinamenti regionali e delle Commissioni incontreranno a Monreale il Nuovo Assistente Ecclesiastico S.E.R. Mons. Michele Pennisi, Arcivescovo di Monreale.

  • Immacolata Concezione 2019: il messaggio dell'Assistente Ecclesiastico

    Carissimi confratelli e consorelle, Celebriamo oggi la festa dell’Immacolata Concezione di Maria SS., che perché destinata a essere la Madre del Salvatore, è stata concepita senza quella tara ereditaria che è il peccato originale. La festa dell'Immacolata Concezione esprime la grandezza della bontà di Dio che precede ogni merito e del suo amore, che non solo perdona il peccato, ma in Maria giunge fino a prevenire la colpa originaria. Maria è il segno e la garanzia di questo. L’evangelista San Luca nell'esperienza dell'incontro di Dio con Maria vede attuarsi in modo imprevedibilmente pieno, tutta l'attesa di Israele, vede realizzarsi la gratuità dell'Amore di Dio per l'umanità. Nel vangelo dell’annunciazione la prima parola dell'angelo a Maria vergine, prima ancora di ogni risposta, non è un semplice saluto, ma: gioisci, rallegrati. La prima parola di Maria all’angelo non è un sì, ma una domanda piena di turbamento che pone un’obiezione: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo ? “ L’angelo le annuncia che è investita da un evento di grazia. "Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'altissimo ti coprirà della tua ombra". La seconda parola di Maria è un assenso totale alla volontà di Dio: "Ecco la serva del Signore; Avvenga per me secondo la tua Parola". Maria ha piena fiducia nella parola di Dio al quale "nulla e' impossibile". Essa è interamente al servizio di Dio, per compiere la sua volontà. Piena di grazia la chiama l'angelo, Immacolata la dice il popolo cristiano. Ed è la stessa cosa. Non è piena di grazia perché ha detto "sì" a Dio, ma perché Dio ha detto "sì" a lei prima ancora della sua risposta, ricolmandola di ogni dono. Maria è la prima donna, nella storia umana, che è stata liberata pienamente dalla paura, perché ha saputo dialogare con Dio. Adamo ed Eva, invece, hanno ceduto alla paura e, all’avvicinarsi di Dio, si sono nascosti. Maria è una donna libera per amare; libera per servire la causa del Regno; libera per «liberare», associata all’azione di Cristo «liberatore». Con lei la prima redenta, la piena di grazia, la primizia dell'amore e della benevolenza di Dio ha inizio una storia di grazia, di salvezza, di liberazione. Per questo non ci stanchiamo di guardare a lei, di invocarla, di imitarla nelle sue virtù e nella sua sequela quotidiana, gioiosa e sofferta, di Cristo e del suo Vangelo, nell'adesione totale e fiduciosa a una Parola in grado di cambiare la storia e i cuori di quanti lo accolgono e la lasciano fiorire in tutta la sua bellezza e bontà. Nel cammino della nostra vita, pieno di gioie e sofferenze, è presente Maria, madre di misericordia, segno di consolazione, di ” speranza fontana vivace” come la proclama il sommo poeta Dante Alighieri. San Paolo ci impegna a una riflessione sul senso della nostra vita e sul cammino che siamo chiamati a fare per riscoprire la nostra identità di cristiani che consiste nel fatto che noi siamo figli di Dio, redenti per la fede con il Battesimo chiamati a essere “santi e immacolati nella carità”. Rivolgiamo la nostra preghiera al Padre ricco di misericordia per intercessione di Maria Immacolata perché ci soccorra nella lotta contro il peccato e ogni forma di corruzione e di male, ci doni la purezza del cuore e la forza di testimoniare la tenerezza materna di Maria verso ogni uomo e ogni donna, feriti e angosciati dalla durezza della vita. Preghiamo perché ogni confratello seguendo l’esempio di Maria Immacolata, tutta bella perché senza peccato, se impegni a camminare sulla via della santità. + Michele Pennisi Arcivescovo di Monreale

  • Convegno Internazionale su San Carlo Borromeo. Lugano 11-14 Febbraio 2020

    Pubblichiamo la brochure del Convegno Internazionale su San Carlo Borromeo che si terrà a Lugano dal 11 al 14 Febbraio, 2020. Il congresso è organizzato dalla Facoltà di Teologia di Lugano insieme alla Confraternita di San Carlo Borromeo che quest'anno festeggia i 400 anni dalla sua fondazione. Al convegno relazionerà il Presidente della Confederazione con un tema che sottolineerà l'importanza delle confraternite quali radici cristiane dell'Europa e relazionerà circa le attività della nostra Confederazione e delle confraternite italiane. A questo convegno seguirà il Forum Paneuropeo delle confraternite del quale parleremo successivamente