Diocesi di Ragusa: Incontro di catechesi e di formazione

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11/2/2020 - Nella cornice della vetusta Chiesa Madre di Monterosso Almo, recentemente restaurata e riportata agli antichi splendori, domenica 9 febbraio 2020, si è svolto, in un clima di raccoglimento e spiritualità, il raduno per l’incontro di Catechesi e di formazione delle Confraternite della Diocesi di Ragusa. Per la formazione di cui da tempo si avvertiva il bisogno, il tema scelto è stato “I giovani di oggi... Confraternite di ieri?” A fare gli onori di casa, il parroco, don Peppino Antoci. Per gli interventi di saluto già programmati, hanno preso la parola il presidente, Prof. Giuseppe Vona, il presidente del Coordinamento Diocesano e il Delegato Diocesano Don Giovanni Nobile, che ha guidato la preghiera iniziale. Il presidente Vona, in qualità di rappresentante della Confederazione Nazionale delle Confraternite delle Diocesi d’Italia, ha portato i saluti del presidente, Dott. Francesco Antonetti, del suo Assistente ecclesiastico, nominato dalla CEI, Mons. Pennisi (arcivescovo di Monreale), e del coordinamento regionale. Nelle sue conclusioni, ha sottolineato l’importanza del tema oggetto della riflessione e del confronto di quest’anno: giovani e confraternite. Subito dopo, ha dato la parola al giovanissimo Sac. don Orazio Sciacca, responsabile della Pastorale dei giovani della Diocesi di Acireale, il quale ha saputo tenere desta l'attenzione dei partecipanti sviluppando egregiamente l'argomento. Il relatore pur evidenziando l'apparente inconciliabilità tra mondo giovanile e mondo delle confraternite, ha affermato che, tuttavia, se i confrati seguono veramente il Cristo, l'uomo nuovo, si manterranno giovani nello spirito, quindi, nonostante la differente età anagrafica, potranno benissimo incontrarsi con i giovani, parlare il loro stesso linguaggio e arricchirsi reciprocamente. Si è anche soffermato sul titolo, definendolo provocatorio per l’accostamento di due termini, apparentemente contrapposti, ma in realtà non distanti: giovani (l’adesso di Dio) e confraternite (depositarie delle tradizioni, riti e devozioni del passato). Se fosse veramente così - ha sottolineato- non ci sarebbe futuro per le confraternite. Citando il documento pontificio Christus vivit, 31 (“…in Gesù tutti i giovani possono ritrovarsi”), don Sciacca ha raccomandato che non si deve parlare di giovani, ma ai giovani. “Cristo vive. Egli è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Egli tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di vita”, con queste parole, incipit dell’Esortazione apostolica postsinodale ai giovani e a tutto il popolo di Dio di Papa Francesco, i confrati della Diocesi di Ragusa hanno riflettuto sui giovani e sulle confraternite ed in particolare sulla necessità per queste ultime di essere ancora una volta il sale e la luce per il mondo sulle orme di Cristo Gesù. “Il giovane si deve attrarre, non accalappiare: ciò comporta un impegno personale per attirarli a Cristo e ad uno stile di vita imperniato sulla fraternità. Anche se a volte sbandati, i giovani hanno sempre la possibilità di rimettersi in carreggiata. Una sfida per le Confraternite, che devono provarci anche all’insegna dell’impegno nel sociale e del volontariato, valori in cui credono. Le confraternite devono, quindi, fare rifiorire la carità nella loro vita per rendersi attraenti. Occorre tornare all’origine dei termini. “Confratelli” indica, infatti, uno stile di comunità”. Al termine della sua riflessione, ha ripreso la parola il Presidente, il quale ha ricordato che le confraternite sono state nei secoli passati “fucine di santità” (come affermato da Papa Francesco nell’incontro del 5 maggio 2013) e, quindi, le ha invitate a coinvolgere i giovani, attirandoli con l’esempio di una vita dedita a carità e alla solidarietà. Coinvolgere i giovani è, infatti, la scommessa più importante di questi anni: i giovani sono il futuro delle Confraternite, la presenza degli anziani è fondamentale perché essi rappresentano la storia delle Confraternite; però questa storia va un po’ rivista, aggiornata, migliorata, adeguata alla Chiesa di oggi. Cosa ci chiede oggi la Confederazione Nazionale? Essere testimoni credibili e vivere lo spirito del Vangelo come ci ha insegnato Gesù per la crescita Spirituale e rafforzare la nostra Fede. Oggi le confraternite devono operare secondo le “tre C” ossia culto, carità e cultura. Prima della Celebrazione Eucaristica, Don Giovanni Nobile, ha ringraziato il parroco, don Peppino Antoci, per la calorosa accoglienza e prolungata presenza nonché le Confraternite locali e la corale. La giornata decisamente feconda si è conclusa con una sentita celebrazione, presieduta dal relatore, Don Orazio, e concelebrata dall'assistente spirituale diocesano; e a seguire con l'adorazione eucaristica, guidata da Don Giovanni Nobile. La presenza di Cristo nel Santissimo Sacramento dell’Eucarestia è stato il culmine del cammino svolto in questa domenica di crescita e di fraternità.


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