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La presenza delle Confraternite in un paese, in una parrocchia

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Diocesi di Ragusa

La presenza delle Confraternite in un paese, in una parrocchia

Le Confraternite là dove esistono costituiscono una realtà da scoprire meglio, possono essere o diventare una risorsa per la Chiesa, per la società. Né il parroco, né il sindaco, né altre realtà ecclesiali o sociali, comunali possono permettersi di emettere nei loro riguardi giudizi o pareri negativi definendole anacronistiche, sorpassate, che non hanno nulla da dire, né da dare ai tempi d’oggi. Solamente chi non li conosce può affermare tali cose. Conviene, come del resto per ogni cosa, conoscerne, il motivo per cui sono sorte, quindi scoprire le loro origini, conoscere la loro storia, il bene che hanno fatto in questi secoli passati. Del resto se dopo diversi secoli ancora esistono e resistono a tante prove, ciò vuol dire che avranno avuto solide basi, non credo che i nostri antenati siano state persone sprovvedute di capacità intellettive e di discernimento e di lungimiranza. 

Personalmente in questi anni in cui sono stato più a contatto con loro, dato l’incarico di Assistente spirituale diocesano, datomi dal Vescovo Urso, posso dire che hanno ancora il motivo per cui esistere, hanno da dire e da dare tanto sia alla Chiesa che alla società in cui operano. Oltre a scoprire lo spirito di fondazione, bisogna tradurlo nel linguaggio dei nostri tempi, e adattarlo e applicarlo ai nuovi bisogni, alle nuove sfide, alle nuove povertà. 

Qualcuno potrebbe dire ma allora quanto vale portare avanti altre realtà simili, esistenti nella chiesa e nella società anziché fare questo sforzo di traduzione? A riguardo posso dire che questo discorso potrebbe essere discutibile nel caso in cui dovessimo fondare adesso Confraternite nuove ma nella quasi totalità dei casi si tratta di far continuare a vivere realtà che sono vissute da secoli, allora l’obiezione cade da sola. Soprattutto se si conoscono le persone che fanno parte di tali Confraternite e i relativi servizi che hanno reso e spesso tutt’ora rendono alla Chiesa e alla società, allora ci si accorge che non solo, non sono un limite ma sono una occasione, non solo, non sono un problema ma una risorsa, per il bene che ancora possono rendere. In seno alle Confraternite conosco persone di sani principi, valide professionalmente nella società, che hanno fatto certamente un lungo cammino di fede, non solo non hanno cambiato religione, come hanno fatto tanti cristiani, ma sono rimasti sempre attaccati alla Chiesa, nonostante siano cambiati tanti parroci nelle loro parrocchie e non sempre hanno avuto sacerdoti consenzienti e benevoli nei loro confronti. 

Confrati che specie durante le feste religiose hanno dato tutti se stessi rimettendoci economicamente, sostenendo sacrifici non indifferenti pur di portare a compimento gli impegni presi. Credo che senza loro, data anche la loro esperienza, tante feste religiose, patronali e non si sarebbero potute realizzare. Sono stati loro a portare avanti iniziative di ordine culturale, artistico, sportivo, sociale oltre a quelle religiose come novene, tridui, processioni ecc. Son sicuro che tanti parroci hanno trovato in loro dei validi collaboratori, uomini e donne di fiducia, affidando loro compiti anche delicati e riservati. Da queste famiglie di confrati sono uscite vocazioni sacerdotali, religiose, missionarie, e tanti figli che sono riusciti a formare famiglie esemplari, unite, dando buona testimonianza ovunque non solo in chiesa ma anche nella società. 

Grazie ai confrati tante chiese specie quelle rettoriali restano aperte, vengono tenute pulite, decorose, difese da ladri di opere d’arte, altre addirittura grazie al loro interessamento sono state restaurate e aperte al culto. Tanti confrati diventati pensionati, si rendono utili non solo ai nipotini nei riguardi dei quali sono diventati come angeli custodi, ma anche nei riguardi dei ragazzi che vanno a scuola, prestando un servizio d’ordine e di vigilanza veramente prezioso. Diversi confrati hanno saputo coinvolgere anche le loro mogli, i loro figli, loro parenti e amici che sono entrati a far parte delle Confraternite, o inserendosi in altre realtà tendenti a risolvere problemi derivanti dalle nuove povertà di cui la società d’oggi è ricca. 

Alla luce di quanto detto, e di quant’altro potrebbe essere ancora detto, viene spontaneo invece ringraziare il Signore per l’esistenza delle Confraternite e per il bene che hanno e continuano a fare a servizio della chiesa e della società. Un sentito ringraziamento va evidentemente a quanti si sono prodigati non solo per farli sorgere ma anche per mantenerle in vita, noi raccogliamo frutti da alberi piantati da altri, non tagliamoli per fare legna, ma innaffiamoli per dare più frutti. Sono assieme a tante altre realtà come tanti fiori che abbelliscono, adornano lo stesso giardino che è la chiesa, la quale è madre di tanti figli, ognuno dei quali riporta i lineamenti del padre (Dio) della madre (Maria- chiesa) e di quanti si prodigano per farli crescere bene, rispettando il colore e il profumo di ognuno. Per la mamma tutti i figli sono belli, interessanti. Per la mamma anche quando i figli sono avanzati negli anni, sono sempre bambini. Per questo è bello fare parte della nostra madre chiesa ove c’è posto per ognuno/a. Ogni persona, ogni gruppo, ogni realtà ecclesiale è unica, irripetibile, va accolta così com’è, va curata con una cura personalizzata se si ammala, va messa nelle condizioni di dare il meglio di sé ai genitori, ai fratelli e alle sorelle, agli altri. Così facendo costruiremo un avvenire sempre migliore, scriveremo una bella pagina di storia sacra, divino-umana, ove Dio si fida dell’uomo, il Creatore della sua creatura, e l’uomo si fida di Dio, la creatura del suo Creatore in un intreccio d’amore e di comunione indissolubile che sfiderà i tempi e ci proietta verso il futuro. Pagina di storia che chi viene dopo potrà leggere e trasmettere ai successori. Così altri potranno raccogliere frutti da alberi che noi abbiamo piantato. Sono fiero di dare anche io il mio piccolo contributo per un mondo migliore e per una chiesa sempre più bella e più credibile. Auguri e buon lavoro.

 

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