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Lettera del Vescovo di Savona - Noli, S.E.R. Mons. Lupi sull'anno di Misericordia

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Lettera del Vescovo di Savona - Noli, S.E.R. Mons. Lupi sull'anno di Misericordia

Savona è stata giustamente denominata "Città dei Papi" in quanto ha dato i natali a due grandi papi del Rinascimento: Sisto IV e Giulio II, papi mecenati che hanno dato a Roma un nuovo assetto rinascimentale e al mondo grandi capolavori, tra tutti basti citare la cappella Sistina. Ma Città dei Papi anche perché Savona ha ospitato papa Pio VII prigioniero di Napoleone. Per questa presenza durata circa tre anni Savona è, dopo Roma e Avignone, la terza citta ove il Papa ha dimorato più a lungo.
Ma più ancora Savona potrebbe essere chiamata la "Città della Misericordia", in quanto esattamente 480 anni Maria è venuta in questa città per annunciare alla città e al mondo la Misericordia del Padre. Lo ha fatto, secondo il suo stile, rivelandosi a una persona umile, un confratello, contadino di questa terra di Liguria, terra arida, avara, che chiede fatica per donare i suoi prodotti, che rende gli abitanti simili a sé, induriti dalla fatica e spesso anche duri con i loro simili. Questa durezza si rivela in tante circostanze e si attuò in particolare in un avvenimento di quel periodo: Genova e Savona, due città con porti vicini e spesso in contrapposizione, per ovvie ragioni di concorrenza giunsero nel 1528 a terminare questo contrasto in quanto Savona si era arresa alle truppe genovesi che avevano conquistato la città e occupato la parte più antica dell'abitato, la collina del Priamar. Negli anni immediatamente successivi, i genovesi costruirono una imponente fortezza su quel sito, demolendo sistematicamente tutti gli antichi edifici, compresa la meravigliosa cattedrale del IX secolo costruita sull'acropoli, a picco sul mare e abbellita dai due papi savonesi: Sisto IV e Giulio Il.
Fu di quel periodo l'interramento del porto, che buttò la città in una situazione di enorme depressione economica, basti pensare che la popolazione che contava circa trentacinquemila abitanti in pochi anni si ridusse a otto mila.
E proprio in quel periodo Maria scelse Savona come luogo in cui annunciare la Misericordia divina ed esortare alla misericordia reciproca.
Il 18 marzo 1536 un anziano contadino, Antonio Botta, andava, dicendo il rosario, verso la vigna di un suo parente. Quando si fermò per rinfrescarsi le mani ed il viso nel torrente Letimbro vide un grande splendore e gli apparve una donna. Ella gli disse di essere la Vergine Maria e gli chiese di esortare la popolazione alla conversione e alla penitenza. Antonio Botta riferì le esortazioni della Madonna e le persone credettero alle sue parole e ubbidirono a Maria, iniziando a fare penitenza. Mai i savonesi erano stati così unanimi nel rinnovare la loro vita morale e religiosa.
Maria affermò, nella successiva apparizione che se non ci fossero state le Confraternite che pregavano e facevano penitenza, il mondo sarebbe stato molto più tribolato di com'era. Dopo avergli detto altre cose disparve dicendo per tre volte "Misericordia e non giustizia".
Una frase molto bella e importante quella pronunciata da Maria in quella circostanza, ma che ha bisogno di spiegazione, perché alle nostre orecchie moderne può suonare male: siamo abituati a dare grande importanza alla giustizia e sentir dire "non giustizia" può disturbarci.
È una richiesta al Signore di non usare con noi i criteri della giustizia perché nessuno potrebbe salvarsi; "nessuno presso di te è giusto" dice il salmo. E dunque un'invocazione al Signore ad essere misericordioso con noi perché diversamente nessuno potrebbe salvarsi. 
Questa affermazione di Maria è in linea col vangelo e, in particolare, con la parabola del Figliol prodigo in cui il padre non usa affatto i criteri di giustizia di allora che avrebbero voluto che il figlio fosse diseredato, perché aveva già avuto la sua parte di eredità e, al massimo, accolto come un qualunque altro servo, come d'altronde, egli stesso chiede. 
Il padre è magnanimo, ricco di misericordia, ama il figlio e non può rassegnarsi che sia perduto. Nel momento in cui il figlio torna, la sua gioia è incontenibile e non sta a rimproverare il figlio per quello che ha fatto, gli basta di saperlo vivo e che sia tornato da lui, per questo fa festa e lo rimette nella sua  piena dignità di figlio.
E Maria con quella frase ci annuncia che Dio non usa con noi i criteri della giustizia, ma quelli della misericordia e ci esorta ad avere nei confronti degli altri gli stessi sentimenti che il Padre ha con noi. Ritengo che la frase volesse esortare i savonesi, umiliati dalla vicina repubblica genovese e che covavano in cuor loro desideri di vendetta, a non voler dare sfogo ai loro sentimenti, ma a saper esercitare la misericordia come il Padre la esercita con noi. I savonesi profondamente còlpìtì da quella apparizione, nonostante le precarie condizioni in cui si trovavano, riuscirono a risollevarsi con entusiasmo, e, in soli quattro anni, riuscirono a costruire l'attuale santuario, che negli anni successivi adornarono di splendide opere d'arte, ma gli ornamenti più belli e graditi alla Madonna furono soprattutto le numerose opere di misericordia che sorsero attorno al Santuario: ospizi per i poveri, ospedali, orfanotrofi, ecc. Un secondo motivo per chiamare Savona città della misericordia è dato dalla presenza del Papa Pio VII che proprio in quella città venne tenuto prigioniero per volere di Napoleone, con ogni tipo di vessazioni. Nonostante tutto ciò quando il papa parlava di Napoleone lo nominava come figlio, "un figlio un po' caparbio, ma pur sempre figlio" diceva. E quando Waterloo fece cadere l'astro di Napoleone e questi venne esiliato a S. Elena, il Papa intervenne presso gli inglesi affinché non rendessero troppo dura la prigionia di colui che lo aveva tenuto prigioniero per ben cinque anni (tre a Savona e due a Fontainebleau, vicino a Parigi). E quando i parenti di Napoleone non trovavano rifugio  in nessuno stato d'Europa, perché nessun regnante voleva accoglierli, Pio VII li accolse e li ospitò in Vaticano. E' bellissima la lettera di ringraziamento che gli scrisse la madre di Napoleone per questa ospitalità che durò fino alla sua morte. Credo che ben a ragione si possa dire che Pio VII è il Papa della Misericordia. Sono passati tanti anni (480) dall'apparizione, e Savona, segnata profondamente da questo fatto, è rimasta indissolubilmente legata a Maria; per renderei conto della profondità e della saldezza di questo legame basterebbe partecipare alla processione che ogni anno si rinnova il 18 marzo, nell'anniversario dell'apparizione. La processione non si svolge in ore agevoli (si parte alle sette di mattina) e non è breve (si percorrono oltre sette chilometri pregando), nonostante tutto ciò, questa lunga e scomoda processione coinvolge molte migliaia di fedeli che non vogliono mancare in quella data all'appuntamento con la loro Mamma. Il Santuario ha un rapporto privilegiato con le Confraternite in quanto Maria le ha citate come aspetto positivo nella vita cristiana, per le preghiere e le penitenze che esercitavano. Per questo è stato voluto dalle Confraternite stesse come loro punto di riferimento a livello nazionale. Il messaggio riguardante la misericordia è più che mai attuale, e parimenti il messaggio riguardante le Confraternite. Penso che questo sia l'anno propizio in cui questi messaggi debbano essere accolti, con l'impegno di osservarli e di farne tesoro. Maria, che ha sempre vegliato sulla Chiesa e sui singoli cristiani, ci aiuti ad accogliere le sue raccomandazioni di Madre amorosa e a vivere con frutto questo Giubileo della Misericordia che Papa Francesco ha voluto donarci.

Savona, 14 marzo 2016 


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