Sportello giuridico - Tradere 25

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Categoria: Quesiti e risposte
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Quesito. Una Confraternita sta per essere commissariata. Quali sono i passaggi attraverso i quali ciò avviene? Gli organi in carica devono essere preventivamente interpellati?

Risposta. L’intervento straordinario nell’amministrazione delle Confraternite è previsto e disciplinato dal Codice di Diritto Canonico, che al can. 318 così recita al § 1: “In circostanze speciali, se lo richiedono gravi motivi, l’autorità ecclesiastica di cui al can. 312 può designare un Commissario che in suo nome diriga temporaneamente l’associazione”. Trattandosi di intervento sostitutivo, lo stesso non può protrarsi a lungo, ma dovrebbe essere limitato al tempo necessario per il superamento delle anomalie eventualmente riscontrate. Peraltro, lo stesso can. 318, al § 2, così stabilisce: “Il moderatore di un’associazione pubblica di fedeli può essere rimosso, per giusta causa, da chi lo ha nominato o confermato, tuttavia dopo aver sentito sia il moderatore stesso, sia gli officiali maggiori dell’associazione, a norma degli statuti”. Di norma, comunque, la citata normativa è richiamata all’interno sia degli “schemi di statuto” elaborati dal Vescovo diocesano e sia degli statuti/regolamento adottati dal Centro Diocesano di riferimento.

Quesito.
Molte Confraternite “storiche” aventi scopo esclusivo o prevalente di culto (anche se poco o nulla attive) non hanno ancora chiesto l’accertamento, agli effetti civili, del fine di culto. Cosa occorre fare per provvedere in tal senso?

Risposta. Premesso che già i Patti concordatari del 1929 prevedevano che le Confraternite esistenti alla data del 7 giugno 1929 dovessero richiedere tale riconoscimento, mediante circolare del Ministero degli Interni n. 111 del 20 aprile 1998 sono stati stabiliti i documenti necessari da presentare per ottenere il riconoscimento ai fini civili dello scopo di culto. La circolare n. 28 del Comitato Enti e beni ecclesiastici della C.E.I. ha ben illustrato tutto ciò, corredandolo anche di un fac-simile di domanda, che potete anche richiedere alla Confederazione.
Ciò premesso, ecco intanto la lista dei documenti occorrenti:
  1. Istanza in bollo, datata e sottoscritta dal rappresentante legale;
  2. Assenso dell’Ordinario diocesano;
  3. Decreto di erezione canonica (munito di traduzione se scritto in latino) o, in mancanza, attestato sostitutivo dell’Ordinario diocesano;
  4. Verbale dell’assemblea della Confraternita, da cui risulti la volontà di chiedere il riconoscimento del fine prevalente o esclusivo di culto;
  5. Documenti comprovanti l’esistenza della Confraternita alla data del 7 giugno 1929;
  6. Statuto sociale;
  7. Prospetti economici analitici relativi all’ultimo quinquennio di attività della Confraternita, sottoscritti dal rappresentante legale;
  8. Relazione storico-illustrativa dettagliata inerente le vicende della Confraternita e l’attività svolta dall’origine fino alla data attuale, indicante anche il numero dei Confratelli e loro nominativi.
La domanda deve essere inviata al Ministero degli Interni per il tramite delle Prefetture.
 
Quesito. Una Confederazione diocesana, a fini di censimento, impone ad una Confraternita di dichiarare dati personali dei singoli confrati ed elementi del proprio stato economico-patrimoniale (beni mobili e immobili, ecc.) nonché gli estremi di eventuali conti correnti e le somme possedute. Poiché la Confraternita già adempie all’obbligo di sottoporre i propri bilanci all’Ordinario diocesano, sussiste l’obbligo di rispondere fornendo i dati richiesti?

Risposta.
In via ordinaria la suddetta Confederazione non può chiedere i dati in questione, poiché per la parte amministrativa la Confraternita risponde solo all’Ordinario, così come previsto dal Codice di Diritto Canonico e dallo Statuto, mentre per la richiesta dei dati riguardanti gli iscritti ci si deve attenere alla cosiddetta “legge sulla privacy”. Infatti, atteso che per quanto previsto da tale legge i dati di appartenenza ad una fede religiosa sono considerati “sensibili”, la comunicazione dei dati relativi può avvenire solo in presenza di espresso consenso dei titolari degli stessi, in mancanza del quale si possono prefigurare anche risvolti penali.
Ovviamente, se lo Statuto della Confederazione diocesana prevede diversamente, la Confraternita dovrà aderire alla richiesta, sempre che tali norme particolari non confliggano con l’ordinamento generale.
 
Quesito. Presso un importante Santuario risulta essere esistente, anche se “dormiente” da decenni, un’Arciconfraternita devozionale ivi istituita nel Cinquecento con Bolla pontificia. Poiché ultimamente sono pervenute diverse richieste di ammissione a tale Confraternita e vi è l’effettiva volontà di rivitalizzare il Sodalizio, quali sono i passi da compiere?
 
Risposta. Premesso che l’Arciconfraternita in questione è “associazione pubblica di fedeli” ai sensi del can. 298 del vigente C.D.C. si chiarisce quanto segue:
  1. Poiché il Sodalizio non è mai stato formalmente soppresso e atteso che non sono ancora trascorsi cento anni dalla morte dell’ultimo iscritto, si consiglia anzitutto di rinnovare lo Statuto in linea con il vigente C.D.C. e in armonia con le finalità istituzionali proprie;
  2. Anche se l’Arciconfraternita fu eretta con Bolla pontificia e il Santuario stesso sia soggetto alla S. Sede, la giurisdizione ordinaria sul sodalizio appartiene al Vescovo diocesano, quindi è sicuramente l’Ordinario ai sensi dei cann. 312 (§1, c 3°)-314-304-305 (§ 1 e 2) ad approvare il nuovo Statuto e nominare il nuovo Consiglio Direttivo.
  3. In ogni caso, le iscrizioni possono avvenire in qualunque momento, atteso che l’Arciconfraternita non è mai stata soppressa (can. 307).
  4. Come in antico, possono prevedersi diverse categorie di soci poiché ciò non è in contrasto col C.D.C.;
  5. I confratelli effettivi possono certamente svolgere servizio nel Santuario, ai sensi dei cann. 309 e 315;
  6. In via preliminare, per una Confraternita “dormiente” è opportuno chiedere all’Ordinario la nomina di un Commissario che gestisca il periodo transitorio di riattivazione, indi redigere un nuovo Statuto che – una volta approvato – consentirà di eleggere un Consiglio Direttivo che amministri il Sodalizio.